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È stato pubblicato su "Archivio di Etnografia" il mio saggio: 
MUSICHE A MEMORIA-Pietro Sassu e il Trentino, fra ricerca,
divulgazione e multimedia
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Sono usciti finalmente il DVDbook VOCI ALTE-Tre giorni a Premana (Fondazione Levi, VE), e il CDbook STELLE, GELINDI, TRE RE (Nota, UD); per info e prenotazioni (a prezzo scontato) mandatemi una mail.
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Canti e cultura tradizionali nel Tesino

A cura di Morelli, R., Sanguanini B., Sassu P.,
Sorce Keller M.
Anno
1983

Franco Angeli editore

SEGNALAZIONE

Premio ITAS del libro di montagna
13ª edizione, Trento, 1984

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Tesino è una ristretta valle-altopiano della parte orientale Trentino che ha nella Valsugana la naturale via di collegamento tra l’asta alpina dell’Adige e la pianura veneta. Ma Tesino, più che luogo, è la “patria” e il nome di una collettività sociale che ha prodotto costumi e tradizioni alla luce di una particolare storia e con una propria idea di comunità. I tesini hanno conosciuto il passaggio da una vita materiale a una vita economica organizzando il loro destino prima con un’economia agro-silvo-pastorale, poi con un commercio ambulante per le contrade del mondo e, infine, con il turismo.
Le evoluzioni della “micro-storia” sono state rese accettabili alla comunità dalle rappresentazioni di cultura elaborate sia dalla memoria collettiva sia dalle testimonianze della “classe colta”. La letteratura riguardante le tradizioni popolari tesine è varia a articolata, ma nello stesso tempo, è costituita da contributi che considerano argomenti circoscritti e specifici. Da qui l’esigenza di dare organicità alle varie fonti scritte, usando come momento integrativo anche fonti orali registrate sul campo nel corso della ricerca.
Nel consistente patrimonio etnografico va segnalato il Tratto marzo (ancora in funzione secondo modalità tradizionali), il Biagio delle Castellare (uno dei più importanti esempi di processo e condanna di Carnevale), le usanze di fidanzamento nuziali, quelle funerarie, il repertorio di balli, il costume tradizionale.
I canti dell’area tesina costituiscono un test di notevole rilievo per giungere ad una compiuta e approfondita conoscenza della tradizione orale del Trentino. Il repertorio è molto vasto e ricco di riscontri con la tradizione musicale popolare delle regioni settentrionali. L’utilità dell’analisi e della pubblicazione del repertorio tesino risulterà tanto più significativa se si terrà presente che è la prima pubblicazione organica del repertorio musicale orale di una comunità trentina. Per quanto paradossale possa sembrare, il Trentino risulta poco conosciuto agli studiosi e al pubblico più vasto in conseguenza dell’ampia diffusione di canti sempre elaborati secondo lo stile e il “gusto” S.A.T., mai secondo le modalità stilistiche formali della tradizione popolare.



Le Carnaval, la Fete et la Communication

Actes des Rencontres Internationales de Nice, 8 au 10 Mars. 1984
Anno 1985

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “L’arbre et la masque”, pp. 73-81.



Biografia di un paese alpino
Studio di comunità cinematografico fra i Ladini di Fassa

Anno 1985
RAI, Istituto Culturale Ladino

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Studio di comunità cinematografico sui Ladini di Fassa. Serie di otto film etnografici (supporto: pellicola 16 mm. negativo colore), realizzati in coproduzione fra la RAI e l'Istituto Culturale Ladino Majon de Fasegn di Vigo di Fassa. I film illustrano i risultati delle ricerche di Cesare Poppi (consulente scientifico della serie) sulla minoranza ladina di Fassa, condotte per l’Università di Cambridge. La preparazione ha comportato una ricerca "sul campo" a Penìa, Campitello, Moena, Vigo, Pera. Il progetto originario prevedeva un unico, ampio “studio di comunità” antropologico-visuale relativo alla comunità di Penia, in alta Val di Fassa, mirato ad indagare la cultura materiale tradizionale, i modelli e le dinamiche storiche dell’insediamento, l’attività rituale simbolica del ciclo dell’anno, la religiosità popolare, gli aspetti sociologici della vita comunitaria. La ricchezza e la varietà dei materiali raccolti hanno consigliato in un secondo momento di riorganizzarli in più testi. Nasce così il primo gruppo di sei film, quattro dei quali (Santi, spiriti e re, La maschera è lo specchio, Matrimoni contrastati, Sa mont) dedicati monograficamente a singoli aspetti della cultura tradizionale dei ladini di Fassa, uno (Le stagioni di Liz) di tipo sintetico-orizzontale, filtrato attraverso la straordinaria testimonianza di Liz Dantone, e solo l’ultimo (Penia. Biografia di un paese alpino) avente le caratteristiche dello “studio di Comunità" vero e proprio. L'articolazione e la grande ricchezza del materiale filmato ha tra l'altro reso possibile – a distanza di quasi un ventennio – la realizzazione di uno specifico sistema multimediale interattivo, a supporto ed integrazione del nuovo Museo Ladino di Vigo di Fassa, fondato nel 2001. L'intera serie cinematografica è stata acquistata dal National Museum of Ethnology di Osaka, Japan, che l'ha inserita nella propria videoteca.



L’albero e la maschera

Trentino Alto Adige

In: Le tradizioni popolari in Italia-La festa
A cura di Falassi A.
Anno 1987
Electa editore



Canti liturgici popolari italiani

A cura di Arcangeli P., Leydi R., Morelli, R., Sassu P.
Anno 1988
Albatros


Vicini nel cuore dell’Europa

I vent’anni della Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine
Anno 1992

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Von Sternsinger, Matoci e Egetmännern. Sakrales und Profanes im Brauchtum der Zentralalpen”, pp. 209-223.


Per Aldo Gorfer

Studi, contributi artistici, profili e bibliografia in occasione del settantesimo compleanno
A cura dell’Assessorato all’Istruzione, Attività e Beni culturali della Provincia Autonoma di Trento 1

Anno 1992

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Don Giambattista Michi di Fiemme e i Sacri Canti della Stella fra riforma e controriforma”, pp. 687-727.


Le confraternite in Italia centrale fra antropologia musicale e storia

Atti del convegno di Viterbo, maggio 1989
Anno 1993

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Su Concordu. Antropologia visiva e religiosità popolare”, pp. 51-71.


La cultura popolare in Friuli “Lo sguardo da fuori”

Atti del convegno di studi, Udine 21-XI-1992
A cura di Fornasir, G. e Gri, G.P.

Anno 1993

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Esperienze di antropologia visiva in Friuli. Il pust dei confini orientali”, pp. 133-167.


Antropologia della musica e culture mediterranee

Atti del convegno di studi, Venezia, Fondazione Levi, 10-12 settembre 1992
A cura di Tullia Magrini

Anno 1993

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Su Concordu. Antropologia visiva e canto liturgico popolare a Santulussurgiu”, pp. 225-245.


Alpenbräuchen

Riten und Traditionen in den Alpen
A cura di Haid, G e Haid, H.

Anno 1994

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Die Coscritti”, pp. 169-197.


Musica e canto popolare in Val di Fassa
Mondo Ladino XIX (1995)

Anno 1997
Istituto Culturale Ladino

con CD allegato

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La ricerca etnomusicologica Musica e canto popolare in Val di Fassa, promossa dall'Istituto Culturale Ladino Majon de Fasegn di Vigo di Fassa (inizialmente in collaborazione con il Centro per l'Educazione musicale e la Sociologia della musica dell’Università di Trento), è stata coordinata da Pietro Sassu. Sviluppatasi attraverso varie fasi fino al 1995, ha prodotto un corpus di 392 documenti sonori, registrati in quasi tutti i paesi della Valle. Gli esiti della ricerca sono pubblicati nei due volumi (a cura di Fabio Chiocchetti) Musica e canto popolare in Val di Fassa = Mondo Ladino XIX (1995) - XX (1996). Fra i vari contributi, il saggio di Chiocchetti e Morelli “I "Sacri canti" e il rito dei Trei Rees. Canti natalizio-epifanici in Val di Fassa”, presenta - oltre alla descrizione dei contesti esecutivi - uno studio delle varianti melodiche riscontrate in valle e più in generale nel resto del Trentino nonché una verifica delle testimonianze scritte relative al passato. I due volumi sono infine corredati da un CD, curato da Morelli, con una selezione di 39 documenti musicali (3 brani strumentali, 3 "sacri canti" della raccolta Michi, 10 varianti del canto dei Trei Rees, 3 canti devozionali, 5 varianti del canto della "buona sera" agli sposi, 7 filastrocche e ninne nanne, 8 canti profani in ladino, tedesco e italiano).


Beitraege zur musikalischen Volkskultur in Suedtirol

“Schriften zur Volksmusik” band 17, Wien- Köln –Weimar
A cura di Gerlinde Heid, Walter Deutsch
Anno 1997

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Formen des Dreikönigslieder in den deutschen und ladinischen Sprachinseln im östlichen Trentino”, pp. 284-313.


Identità musicale della Val dei Mòcheni
Canti e cultura tradizionali  di una comunità alpina mistilingue

Anno 1996
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Istituto Culturale Mòcheno Cimbro

con CD allegato

PREMI:
• CARDO D'ARGENTO, 1997

• PREMIO ETNIA ARBERESCE, 1999

• PREMIO NIGRA, 1999


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La ricerca è stata condotta in Val dei Mòcheni, isola etnico-linguistica tedesca del Trentino orientale, a più riprese (dal 1981 al 1996), e si è articolata in diverse fasi. Inizialmente l’attenzione era rivolta agli aspetti di natura più strettamente antropologica, legati allo studio preliminare per i due film etnografici sulle due comunità alloglotte, rispettivamente Palù e Fierozzo S. Felice. L’indiscutibile vitalità del ciclo simbolico-rituale e della cultura tradizionale, ha rafforzato la convinzione che la Val dei Mòcheni potesse rappresentare un “magnifico laboratorio”, non soltanto per provare a tracciare un profilo non episodico della vita musicale in una comunità alpina plurilingue, ma anche per tentare un confronto e una verifica di eventuali differenze di carattere musicale fra gli insediamenti alloglotti germanofoni del versante sinistro rispetto a quelli romanzi del versante destro e più in generale dell’intero territorio trentino. Sulla base di queste considerazioni preliminari è stato presentato nel 1986 un primo progetto di ricerca al Museo degli usi e costumi della gente trentina di S. Michele all’Adige, che prevedeva una serie di campagne di rilevamento, effettuate "sul campo" esclusivamente da Morelli. Questa prima fase si è conclusa alla fine del 1987, con esiti talmente positivi da proporre al M.U.C.G.T. di S. Michele all’Adige un ulteriore progetto di completamento e allargamento della ricerca, con il coinvolgimento di professionalità specifiche per ambiti d’indagine mirati: in particolare la Dr. Mag. U. prof. Gerlinde Haid (direttore dell’Institut für Volksmusikforschung presso la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Vienna) per il repertorio nel registro linguistico mòcheno-tedesco; la prof. Placida Staro (Civica scuola di arte drammatica Piccolo teatro di Milano) per il repertorio coreutico; la prof. Marina Giovannini (Conservatorio di Bolzano) per le trascrizioni musicali su supporto informatico. Anche questa seconda fase, conclusasi nel 1992, è stata condotta nell’ambito dei progetti di ricerca sostenuti dal M.U.C.G.T. In questo periodo infatti non esisteva ancora l’Istituto Culturale Mòcheno Cimbro (fondato con legge provinciale n.18 del 31 agosto 1987), che in seguito ha comunque aderito al progetto, rendendone tra l’altro possibile la pubblicazione. Il materiale complessivamente raccolto nel corso della ricerca in Val dei Mòcheni comprende 521 documenti per un totale di circa 32 ore di registrazione. A queste vanno aggiunte le interviste e gli ulteriori documenti registrati "sul campo" da Placida Staro e Gerlinde Haid. Le campagne di rilevamento sono state effettuate nei cinque paesi mòcheni alloglotti germanofoni del versante vallivo sinistro e nei due romanzi del versante destro. La raccolta non si è volutamente limitata ai materiali più arcaici e suggestivi, bensì ha inteso mostrare la reale consistenza di un repertorio plurilingue, evidenziando i tratti “tipici” della rispettiva cultura musicale accanto alle affinità sia con l’area cisalpina italiana che con quella germanofona a nord delle alpi.
Nell’impossibilità di pubblicare tutti i canti registrati "sul campo", sono stati selezionati per la trascrizione musicale e la pubblicazione 131 titoli per complessive 269 varianti. A queste vanno aggiunte le 78 lezioni (21 delle quali con trascrizione musicale) nel registro linguistico mòcheno-tedesco, riportate nel saggio di Gerlinde Haid. In totale dunque 290 trascrizioni musicali per 209 titoli e 347 varianti.
Al volume è allegato un CD con una selezione di 32 brani, articolati nei tre registri linguistici (rispettivamente mòcheno-tedesco, epico-lirico, latino) ed in due tipologie repertoriali: i canti rituali e la musica strumentale.

Dalla prefazione di Pietro Sassu


Questa ponderosa monografia sulle tradizioni orali dei Mòcheni offre finalmente un quadro completo delle forme di comunicazione di una comunità alpina plurilingue, più volte visitata da studiosi di scienze sociali con esiti che aprivano squarci su una cultura che appariva “promettente” per “ulteriori approfondimenti” quasi mai portati a termine…

Lo specifico significato di questo contributo è da segnalare nel valore della documentazione prodotta, poiché soltanto una ricerca etnomusicologica così puntuale, spesso minuziosa, poteva dare conto delle differenze fra gli insediamenti alloglotti germanofoni del versante vallivo sinistro, rispetto a quelli romanzi del versante destro. Dal punto di vista linguistico questo era già stato osservato, documentato e valutato non superficialmente (per tacere di altri basterà ricordare i contributi di studiosi come Pellegrini e Battisti), ma tutto assume ben altro rilievo quando si può arricchire il quadro con puntuali riscontri musicali. Ne deriva che il valore indiscutibile, e l’utilità, di questo libro è da ricercare soprattutto nella opportunità di conoscere la ricchezza e la varietà del repertorio mòcheno, di consistente interesse in tutte le sue espressioni e forme.

I canti della Stéla, sorprendentemente numerosi e differenziati nel profilo melodico e, spesso anche nel testo verbale, non soltanto assumono un ruolo cruciale nei dispositivi di socializzazione, ma identificano anche, con netta evidenza, le due componenti romanza e alloglotta germanofona. Ancora più notevole è che tra i due gruppi si possano segnalare diversità per specifici tratti musicali di ordine formale e stilistico. La sezione repertoriale più cospicua è quella del canto epico-lirico. Si può dire che per abbondanza di testi e numero di “varianti” (spesso scrupolosamente pubblicate, a beneficio degli studiosi) raramente si era avuta nozione di una concentrazione altrettanto densa di un’area così limitata. In particolare colpisce la persistenza, davvero rara, di una memoria molto viva dei singoli componimenti: non già, dunque, il labile ricordo di qualche verso disgregato ma la riattivazione mnemonica di un compiuto dispiegamento strofico della “storia” cantata. E specialmente questa forma di canto testimonia la piena appartenenza dei Mòcheni a quella vasta area settentrionale (dalle Alpi alla pianura padana) contrassegnata da una peculiare circolazione di testi, melodie e, talvolta, di modalità esecutive polivocali. Questi aspetti, tra l’altro, risultano ampiamente evidenziati da trascrizioni musicali non generiche e attente ai più marcati tratti stilisticiInedito e di notevole rilievo è inoltre lo studio sui testi verbali utilizzati: la scoperta e la datazione della raccolta Michi hanno infatti consentito di affrontare con documenti di prima mano la questione della derivazione da fonti scritte di canti devozionali di larga circolazione orale. Derivazione finalmente databile quantomeno alla seconda metà del Seicento ed in taluni casi anche ad un secolo prima, al periodo cioè immediatamente successivo al Concilio di Trento.
Anche la documentazione nel registro linguistico mòcheno-tedesco raccolta da Carpitella e Lottersberger nel 1969, dopo le necessarie verifiche “sul campo”, aspettava di essere valutata col dovuto rilievo: è un indiscutibile merito di Morelli avere ottenuto per questo aspetto la preziosa collaborazione di Gerlinde Haid, attraverso un proficuo lavoro di ricerca comune “sul campo”, che inaugura tra l’altro una promettente stagione di rinnovate relazioni scientifiche fra studiosi al di qua e al di là delle Alpi. L’autorevole etnomusicologa austriaca, dopo un’attenta valutazione della raccolta di Carpitella e Lottersberger, ha così scelto 46 documenti (fra i 78 presi complessivamente in esame nel suo saggio) da trascrivere e analizzare per rendere evidenti in modo finalmente non generico le profonde peculiarità etniche delle gente mòchena.


Santi, spiriti e Re
Mascherate invernali nel Trentino fra tradizione, declino e riscoperta

Renato Morelli e Cesare Poppi
Anno 1998
Curcu e Genovese editore
(Ristampa, seconda edizione, 2001)

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Un itinerario ragionato attraverso il ciclo delle mascherate invernali nel Trentino, fra tradizione, declino e riscoperta.Un'indagine sulla molteplicità e vitalità del patrimonio culturale tradizionale trentino, fra omologazione al "villaggio globale" e questione dell'"identità".Un'analisi sulla complessità di quel mosaico di realtà ed episodi "locali", che oggi si articola nel problema più ampio delle ragioni dell'Autonomia provinciale.Vent'anni di ricerca che i due autori hanno condotto sul campo, documentando i momenti più significativi di questo ciclo di mascherate (dal Carnevale, al Tratomarzo, ai canti della Stella con l'usanza dei tre Re), presentato ed indagato in un'opera di sintesi (storica, comparativa ed etnografica) che ne evidenzia l'articolazione in varianti.Il volume si divide in tre parti: una parte centrale di tipo etnografico (articolata nelle tre sezioni Santi, Spiriti e Re), compresa fra due parti analitiche. La prima discute i termini del problema storico-comparativo che fanno da introduzione e cornice alla parte centrale, dove appunto vengono descritti per grandi linee i singoli episodi etnografici, ponendo l'accento anche sui cambiamenti che sono occorsi negli ultimi decenni. In particolare vengono trattati nell'ordine: San Nicolò, Pèsca Tofègna, S. Antonio, i carnevali tradizionali (Val dei Mòcheni, Val di Fassa, Val di Fiemme, Valfloriana, Val di Cembra, Basso Sarca, Tesino, Bassa Val del Chiese), il Tratomarzo (Valsugana, Tesino, Val di Cembra, Val Lagarina, Brentonico, Val Rendena, Val del Chiese), le varianti della Stella e dei tre Re (Val dei Mòcheni, Luserna, Val di Fassa, Val Rendena, Giudicarie, Val del Chiese, Val di Concei, Mezzocorona, Val di Non, Val di Sole). La terza parte infine indaga le problematiche storico-etnomusicologiche relative ai canti della Stella e all'usanza dei tre Re.
Il volume è integrato da un apparato iconografico di 320 fotografie – relative sia agli aspetti contemporanei che a quelli storici della cultura popolare trentina – e da un'appendice con 27 trascrizioni musicali.


Kärnten und seine Nachbarn - Brauchlied

“Schriften zur Volksmusik” band 18, Wien Köln Weimar
A cura di Gerlinde Heid

Anno 2000

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Ansingelieder zu Weihnachten und Dreikönig aus den deutschen Sprachinseln im Trentino zwischen mündlicher Überlieferung und schriftlichen Quellen”, pp. 130-156.


Dolce felice notte...

I Sacri canti di Giovanni Battista Michi (Tesero 1651-1699) e i canti di questua natalizio - epifanici nell'arco alpino, dal Concilio di Trento alla tradizione orale contemporanea
Anno 2001
Provincia Autonoma di Trento

con CD allegato

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I saggi contenuti in questo volume studiano e documentano avvenimenti rituali che attestano l’esito nel mondo popolare delle disposizioni e delle iniziative del Concilio di Trento. Sono infatti il peso e la forza della Controriforma (o Riforma cattolica come qualcuno vuol chiamarla) che hanno introdotto, in molti casi imposto, i comportamenti rituali presi in esame dai diversi ricercatori nell'ambito del Convegno "Don Giambattista Michi di Tesero (1651 - 1690) La raccolta dei sacri canti e la tradizione orale contemporanea", tenutosi a Tesero il 16/17 gennaio 1999, e che, in un certo senso, ne hanno consentito la loro, più o meno disgregata permanenza fino ad oggi.
Questi esiti della Controriforma erano già stati indagati dalle antecedenti ricerche di Renato Morelli che, partendo dallo studio dei riti della Stella in ambito trentino, era giunto a identificare nei Sacri canti di un prete di Tesero, Giambattista Michi, vissuto dal 1651 al 1690, la fonte dei canti e delle laudi usati dagli stellari. Da quella “scoperta” è derivata la ricerca, sempre ad opera di Renato Morelli, sulle origini del rito della Stella, sulla sua distribuzione in uno spazio che, dal Canton Ticino arriva ai territori, italiani, tedeschi, boemi e sloveni dell’ex-Austria-Ungheria, sulla sua originaria matrice, non soltanto evidente ma documentata, controriformista e gesuitica.

Soprattutto da queste ricerche hanno preso movimento altre ricerche i cui risultati sono attestati in questo volume. Ricerche che estendono notevolmente le nostre conoscenze (fino a ieri scarse e soprattutto frammentarie) sulla ritualità natalizia ed epifanica del nord-est del nostro Paese.

Particolarmente rilevante è l’attenzione che tutti gli studiosi hanno posto sui canti di questi riti, pur certo non trascurando l’aspetto dei comportamenti e delle articolazioni formali degli avvenimenti rituali. Quest’attenzione per i canti, presi in considerazione sia per quanto riguarda i testi verbali, sia per quanto riguarda i testi musicali, colloca l’assieme di questi studi in una posizione particolarmente avanzata nel panorama etnografico italiano, che ben poco interesse dimostra per il momento musicale, per non dire quello sonoro, delle manifestazioni “folkloriche” pur sapientemente osservate, descritte e studiate.

Le ricerche sulle laudi e sui canti possono recare un contributo non secondario alla conoscenza del Concilio tridentino che tanto è stato studiato, confutato e celebrato in tutte le altre sue manifestazioni, comprese quelle musicali “alte”, ma assai meno preso in considerazione nelle sue conseguenze musicali “basse”, popolari.


Roberto Leydi


Lo sguardo discreto
Il cinema etnografico di Renato Morelli

Marco Rossitti
Anno 2001
Campanotto editore

ZETA CINEMA
Collana di storia e teoria del cinema diretta da Leonardo Quaresima

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A patire dai primi anni  Ottanta, il regista ed etnologo Renato Morelli ha avviato un intenso programma di documentazione video-cinematografica delle culture tradizionali di Sardegna, Trentino, Friuli e di altre regioni dell’arco alpino, programma che può dirsi tuttora in corso. Più di quaranta i film etnografici ed etnomusicologici realizzati fino ad oggi dallo studioso-cineasta trentino per la sede di Trento, spesso in collaborazione con importanti istituti di ricerca. Feste e carnevali tradizionali, rituali natalizio-epifanici, usanze calendariali, religiosità e superstizione popolari, repertori coreutici e musicali, tecniche di cultura materiale sono alcuni dei contenuti di questo consistente corpus di “saggi cinematografici”, naturale complemento delle ricerche scientifiche “sul campo” condotte in prima persona da Morelli nell’arco di venticinque anni, sulla spinta di un improrogabile piano di “antropologia urgente”. Alla luce delle più recenti riflessioni sul cinema etnografico e sull’antropologia visuale, i suoi film possono essere apprezzati come altrettanti “contributi” alla risoluzione delle principali questioni teoriche e metodologiche che l’introduzione dei mezzi cinematografici nella ricerca etnoantropologica ha, ormai da tempo, sollevato.


Musik in Brauch der Alpenländer

Bausteine für eine musikalische Brauchforschung
A cura di Nussbaumer, T. e Sulz

Anno 2001

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Musik in Trentiner Bräucher am Beispiel von Tratomarzo und San Antonio”, pp. 101-131.


Tornon a cantar

A cura di Corona, E.
Anno 2003

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Con il saggio di Morelli “Note sulla ricerca etnomusicologica in Trentino e a Primiero”, pp. 23-38.


Il sacro in strada

A cura di Carlini, A.
Anno 2004

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli “Antropologia visiva e “sacro in strada”. La Grande Rogazione con Mario Rigoni Stern”, pp. 91-105.


Il canto popolare ladino nell’inchiesta “Das Volkslied in Österreich”

A cura di Chiocchetti, F.
Istitut Cultural Ladin “Majon di Fascegn”
Anno 2008

Grafo edizioni, Brescia

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Fra i vari contributi, il saggio di Morelli  “Le ricerche sul canto popolare prima di Gartner”, pp. 51-59.


Canti liturgici di tradizione orale

A cura di Arcangeli P., Leydi R., Morelli, R., Sassu P.
Ristampa
Anno 2011

NOTA GEOS 3CD BOOK 571


Volksmusik in den Alpen

Standortbestimmungen
A cura di Thomas Nussbaumer
Anno 2011
Universitätsverlag Wagner, Innsbruck

continua…

Fra i vari contributi, il saggio di Morelli  „L’unico figlio dell’eterno padre ...“. Eine Sammlung geistlicher Lieder der Gegenreformation und ihr Fortleben in der mündlichen Überlieferung der Gegenwart, pp. 163-183.


Volksmusik in den Alpen

Standortbestimmungen
A cura di Thomas Nussbaumer
Anno 2011
Universitätsverlag Wagner, Innsbruck

continua…

Fra i vari contributi, il saggio di Morelli  „L’unico figlio dell’eterno padre ...“. Eine Sammlung geistlicher Lieder der Gegenreformation und ihr Fortleben in der mündlichen Überlieferung der Gegenwart, pp. 163-183.


Volksmusik in den Alpen

Standortbestimmungen
A cura di Thomas Nussbaumer
Anno 2011
Universitätsverlag Wagner, Innsbruck

continua…

Fra i vari contributi, il saggio di Morelli  „L’unico figlio dell’eterno padre ...“. Eine Sammlung geistlicher Lieder der Gegenreformation und ihr Fortleben in der mündlichen Überlieferung der Gegenwart, pp. 163-183.