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MUSICHE A MEMORIA-Pietro Sassu e il Trentino, fra ricerca,
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Oi Daimones
I Demoni


Suoni, danze, suggestioni per sette carnevali arcaici e narratore
- Trento, Teatro sociale, 27.5.2006
- Pozza di Fassa, 23.7.2006

Produzione Istituto Culturale Ladino, Trentino Spa, Regione Trentino Alto Adige, NeumaMedia
Narratore Andrea Brunello
Testi Cesare Poppi
Aiuto regia Piero Carotta
Luci Alessandro Bigatti
Fonica Max Gulinelli

Live performances:
Mamuthones, Issohadores Mamoiada (NU)
Cotzulados Cuglieri (OR)
Laché, Bufòn, Marascòns Val di Fassa (TN)
Arlechìni, Matòci, Paiàci Valfloriana (TN)
Bej, Sapoeur, Carlisep Schignano (CO)
Pust, Blùmari Val Natisone (UD)
Laché Romeno (TN)
Jocul caprei Cluj-Napoca (Romania)
Corpo bandistico Romeno (TN)
Ideazione e Regia Renato Morelli
Anno 2006

Rassegna stampa
DVD

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continua…

Lo spettacolo teatrale Oi Daimones - I DEMONI nasce come evento promozionale della grande mostra tematica Carnascèr dalle Alpi al Mar Nero: alle radici del Carnevale, organizzata in Val di Fassa (dal 23 luglio al 3 settembre 2006) dal Museo Ladino di Fassa, in occasione del 30° anniversario della fondazione dell’Istituto Culturale Ladino.
L’idea centrale di Oi Daimones è quella di “paracadutare” sul palcoscenico di un teatro storico (come appunto il Sociale di Trento) le performances rituali di alcuni straordinari carnevali arcaici italiani: una collocazione volutamente “decontestualizzata”, lontana dalle vallate appartate e dagli ambiti etnografici autentici di questi rituali, ma nello stesso ideale per sintetizzare in un tempo “drammaturgico” quell’esplosione di colori-suoni-gesti-suggestioni che - parafrasando il Toschi - ci riporta direttamente alle origini del teatro italiano.
Un impatto forte, sia dal punto di vista visivo che emozionale, costruito sulla giustapposizione fra una selezione di testi relativi al Carnevale (alle Maschere ed alle Mascherate) elaborati dalla cultura “alta” e l’irruzione sul palcoscenico dei protagonisti autentici di sette carnevali, scelti fra i più significativi della tradizione popolare Sarda, Lombarda, Tentina, Ladina e Slovena.
Lorenzo il Magnifico e i Matòci di Valfloriana, Rabelais e i Pust sloveni, Du Cange e il Bufòn fassano, Piero Camporesi e i Blumari di Montefosca, l’editto di Rotari e i Bej di Schignano, Frate Licardone e i Laché di Romeno, Paolo Toschi e i Mamuthones di Mamoiada.
I testi narrati introducono l’esibizione delle maschere e con questa entrano in una sorta di dialogo drammatico; inquadrano l’esibizione dei singoli gruppi e fungono da suggerimenti per l’interpretazione di quanto avviene sul palco da parte dello spettatore.
L’alternanza fra testi “dotti” ed azioni rituali stimola altresì una riflessione sul rapporto fra i livelli di cultura espressi delle pratiche di tradizione orale e dalle corrispondenti elaborazioni letterarie.

Testi liberamente tratti da:
Legge n.376, Editto di Rotari (643)
Lorenzo il Magnifico (1449-1492), Canti Carnascialeschi: VII Canzona di Bacco
Predica del beato Carlevale devotisima composta par el famoso et excellente Frate Licardone
…(1513)
Rabelais, F., Gargantua e Pantagruele (1542)
Definizione di Matachin, Francisco de Alcocer (1599)
Giulio Cesare Croce, Sbandimento esamine e processo al fraudolente, insolente, et prodigo Carnevale…(1624)
Bonaventura Licheri, Gurulis Nova S.Antoni in s’ierru (1773)
Du Cange, C., Glossarium Mediae et Infimae Latinitatis (1883-87)
Toschi, P., Origini del Teatro Italiano (1955)
Camporesi, P., La Maschera di Bertoldo (1976)