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È stato pubblicato su "Archivio di Etnografia" il mio saggio: 
MUSICHE A MEMORIA-Pietro Sassu e il Trentino, fra ricerca,
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Cantiere Destràni
Canti tradizionali trentini
In salsa dixie e klezmer


Rassegna stampa
CD

continua…

Destràni in dialetto trentino significa nostalgia. Cantiere, oltre a richiamare in qualche modo il canto, significa soprattutto un luogo dove si lavora e si costruisce, ma nello stesso tempo anche un laboratorio, un “work in progress”. Un gioco di parole insomma, all’insegna della sperimentazione, della contaminazione, della ricerca.
Cantiere Destràni è dunque un “laboratorio della nostalgia”, che propone un itinerario ragionato attraverso la musica popolare trentina e le sue relazioni sia con il contesto alpino, sia con quelle comunità dell'Europa centro-orientale che - assieme al Trentino - facevano parte dell'impero austro-ungarico. Musica di tradizione orale, indagata da alcune “storiche” ricerche etnomusicologiche a partire dalla Sonnleithner- Sammlung (Vienna 1819) seguita per tutto l’Ottocento dalle campagne dell’Institut für Volksmusikforschung di Vienna, fino alle ricerche più sistematiche, pubblicate recentemente (dall'Istituto Culturale Ladino, dall'Istituto Culturale Mòcheno Cimbro, e dal Museo etnografico di S. Michele) sulle minoranze linguitiche ladina e germanofona del Trentino orientale.
Cantiere Destràni propone una riscoperta di questo materiale, ed una sua riproposta in chiave del tutto innovativa, attraverso arrangiamenti originali che legano le armonizzazioni polivocali a più voci con gli stilemi della musica jazz e klezmer (la musica popolare degli ebrei della diaspora ashkenazita).
In apparenza così diversa e lontana dal patrimonio etnofonico trentino, la musica klezmer in realtà risulta molto più “vicina”: fino al 1918 infatti il Trentino faceva parte integrante dell'impero austro-ungarico, e dunque aveva relazioni anche con quelle comunità dell'Europa centro-orientale (Galizia, Bucovina, Transilvania etc) dove è nata appunto la musica Klezmer. Relazioni di vario genere, ma soprattutto di emigrazione, sia stagionale (i Krumern Mòcheni, i Perteganti del Tesino, i Pitores fassani etc.) sia definitivo (come ad esempio la vicenda dei boscaioli della Val di Fiemme in Transilvania).
Per quando riguarda invece il Jazz potrebbero esistere legami altrettanto significativi: uno fra i quattro flussi migratori principali dal Trentino (a parte il già citato impero austro-ungarico, nonché l’America del sud e l’Australia) è proprio quell’America del nord dove all’inizio del ‘900 è nata la “nuova” musica jazz, sviluppatasi nell’ambito della comunità afromericana ma anche – come è ormai assodato – con il contributo determinante degli emigranti europei, ebrei ed italiani in particolare.
Il Jazz dunque (oltre ovviamente al Klezmer) è forse la novità più rilevante di questo progetto, soprattutto nella sue relazioni-innesti-contaminazioni con i canti tradizionali trentini.
Il repertorio del Cantiere Destràni comprende canti d'emigrazione (Merica merica, Mamma mia dammi 100 lire, Tre marinai), canti d'amore e di corteggiamento (La figlia ammalata, Se la vedessi), antichi canti narrativi (Maledizione della madre, Fior di tomba, L'uccellino del bosco, La pesca dell'anello), canti da tavola e sul vino (Maria Gioana, Da tera ‘n pianta), canti “locali” (Lamentazioni della Val di Fiemme), “rivisitazioni” di alcune celebri armonizzazioni dal repertorio SAT (La legna verda, L’oselin dal bosc, Inno al Trentino).
Oltre al repertorio polivocale Cantiere Destràni propone brani strumentali, con particolare attenzione alle danze delle due comunità etnico linguistiche (rispettivamente germanofona della Val dei Mòcheni e ladina di Fassa), ma anche al repertorio violinistico popolare del carnevale di Bagolino-Ponte Caffaro nonché alla letteratura mandolinistica di Giacomo Sartori (nato nel 1860 ad Ala, conosciuto in tutto il mondo come il «Lehar del mandolino»: diversi clubs mandolinistici - dal Giappone agli USA - sono a tutt’oggi intitolati al suo nome).
La formazione del Cantiere Destràni raccoglie musicisti provenienti da gruppi molto diversi fra loro (dal coro SOSAT al Tiger Dixie, dal liscio alle bande) oltre ovviamente ad alcuni componenti del Destràni “Taraf”.
Cantiere Destràni fa parte dell'Associazione culturale Destràni, fondata nel 1999 da Renato Morelli e Corrado Bungaro, su un progetto musicale-culturale di Renato Morelli incentrato sul repertorio klezmer e tzigano con un occhio di riguardo alla valorizzazione della tradizione musicale trentina nonchè europea più in generale, mirata anche a progetti musicali interculturali.