popstrap.com

Notizie flash

È stato pubblicato su "Archivio di Etnografia" il mio saggio: 
MUSICHE A MEMORIA-Pietro Sassu e il Trentino, fra ricerca,
divulgazione e multimedia
Download
Sono usciti finalmente il DVDbook VOCI ALTE-Tre giorni a Premana (Fondazione Levi, VE), e il CDbook STELLE, GELINDI, TRE RE (Nota, UD); per info e prenotazioni (a prezzo scontato) mandatemi una mail.
PDF Stampa E-mail

Prima rassegna della Stella
Canto rituale di questua
16-17 gennaio 1999

Convegno
Don Giambattista Michi di Tesero (1651-1690)
La raccolta dei Sacri Canti e la tradizione orale contemporanea

Tesero, 16-17 gennaio 1999

Cantori della Stella
Gruppi trentini partecipanti:
- Carisolo
- Cembra
- Cogolo
- Luserna
- Mezzocorona
- Montagne
- Penìa
- Pinzolo
- Pozza
- Revò
- Soraga
- Concei
Gruppo ospite:
- Premana
Ideazione e direzione: Renato Morelli
Anno 1999

PDF Programma download

continua…

Le questue della Stella seguono uno schema cerimoniale che può essere così sintetizzato: un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, nel periodo che va da Natale all’Epifania, eseguendo canti specifici e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta la Stella realizzata con carta colorata, cartone e legno, solitamente illuminata e girevole, oppure un presepio. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso equamente fra i singoli cantori.
L’usanza della Stella, chiamata anche dei tre Re, è documentata in un arco geografico che va dal Ticino alla Slovenia, comprendendo i territori alpini e prealpini di Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli, Istria. Questo arco geografico sembrerebbe costituire una sorta di appendice meridionale ad un ambito di diffusione molto più esteso, che interessa vaste zone dell’Europa centrale non riformata, soprattutto germanofona ma anche boema, ungherese e slava. L'origine dell'usanza viene fatta risalire infatti alla Controriforma e la sua vasta diffusione sembrerebbe dovuta ad un consapevole impulso da parte dei Gesuiti.
Il successo della Stella è documentato fin verso la fine del XVII secolo, quando iniziò un processo di degenerazione e decadenza che portò l’usanza ad essere vietata ed aspramente combattuta sia dalle autorità civili che da quelle religiose. I divieti riguardarono inizialmente i territori germanofoni a nord delle Alpi, e nella seconda metà del XVIII secolo anche il Principato vescovile di Trento, con una lunga sequela di bolle e proibizioni, emanate la vigilia di Natale, ininterrottamente e regolarmente ogni anno, a partire dal 1737 fino al 1770.
In Trentino dunque l’usanza della Stella ha fatto registrare un progressivo-definitivo declino in ambito urbano, una qualche persistenza in talune aree più periferiche (la cui lontananza dal capoluogo rendeva forse poco efficaci gli editti del Principe Vescovo in materia), una sostanziale tenace continuità in particolari contesti etnografici come ad esempio quello mòcheno o ladino, ed infine una recente ripresa, motivata da esigenze diverse rispetto al passato, in alcune comunità dove l'usanza risultava da tempo estinta.
La Rassegna della Stella intende chiamare a raccolta, ogni anno, gli autentici portatori della tradizione, provenienti da tutta la provincia e da quelle limitrofe, che eseguiranno i rispettivi repertori rituali nelle celebri "Corte" di Tesero, con la possibilità concreta di far conoscere e di trasmettere alle nuove generazioni il proprio patrimonio culturale e musicale.
Renato Morelli